Il telefono suona alle due di notte. «Sua madre ha 38,5 ed è confusa. Chiamiamo l'ambulanza?»
Avete otto secondi, quasi nessuna informazione e la sensazione che qualunque cosa direte sarà quella sbagliata. Se dite di sì e va male, l'avete mandata su una barella. Se dite di no e va male, non l'avete fatta curare.
Questa pagina ha un solo scopo: che quella telefonata non vi trovi impreparati. La decisione giusta non si prende alle due di notte.
1. Cosa fa un ricovero a una persona molto anziana
L'ospedale salva vite, e per certe cose non ci sono alternative. Ma il costo va detto:
- Lo stato confusionale acuto. Una persona con disturbi cognitivi portata di notte al pronto soccorso — luci, rumore, volti sconosciuti, a digiuno, senza alcun riferimento — lo sviluppa molto spesso. Peggiora la prognosi e non sempre regredisce del tutto.
- La perdita di autonomia. Pochi giorni a letto bastano a cancellare una capacità di camminare che è costata un anno mantenere.
- Le ore in barella, che nessuno mette in conto.
- Le infezioni ospedaliere e i rischi delle procedure stesse.
Nulla di tutto ciò è un argomento contro il ricovero quando serve. È un argomento per decidere con metodo invece che per riflesso.
2. Quando l'ospedale serve, senza discussione
- sospetta frattura, in particolare del femore: si opera, anche in età molto avanzata;
- segni di ictus — bocca storta, braccio che cade, parola impastata: c'è una finestra terapeutica e conta ogni minuto;
- difficoltà respiratoria importante, dolore toracico;
- addome acuto, vomito che non si arresta;
- trauma cranico, soprattutto sotto anticoagulanti;
- sanguinamento che non si ferma;
- tutto ciò che l'istituto non è in grado di trattare.
3. Quando spesso si evita
- infezione urinaria o respiratoria che risponde alla terapia;
- disidratazione, anche con idratazione sottocutanea;
- febbre in una persona in fase avanzata, dove il ricovero cambia poco l'esito e molto le ultime settimane;
- caduta senza segni di frattura, con sorveglianza in sede;
- scompenso lieve di un quadro già noto e seguito.
A decidere non è quasi mai la gravità. È cosa l'istituto può fare di notte — se il medico responsabile o un servizio di picchetto è raggiungibile, se l'infermiera può impostare una terapia. Sono cose da sapere prima.
4. Tre domande al telefono
- «Cosa avete già fatto e cosa potete fare lì stanotte?»
- «Cosa cambierebbe il ricovero rispetto a quello che potete fare voi?» La domanda decisiva. Se la risposta è «farebbero gli stessi esami», la risposta è quasi sempre no.
- «Il medico responsabile o il servizio di picchetto è stato chiamato?»
E una quarta: «Richiamatemi fra un'ora.» Moltissime situazioni si chiariscono in sessanta minuti.
5. Chi, in Svizzera, ha il diritto di decidere
È il punto che la maggior parte delle famiglie ignora, ed è scritto nella legge.
Quando una persona è incapace di discernimento e non ha redatto direttive anticipate, il Codice civile (art. 378 CC) fissa un ordine vincolante di chi la rappresenta per le cure mediche:
- la persona designata nelle direttive del paziente o nel mandato precauzionale;
- il curatore con compito di rappresentanza in ambito medico;
- il coniuge o partner registrato, se convive con lei o le presta regolare assistenza personale;
- la persona che convive con lei e le presta regolare assistenza personale;
- i discendenti, poi i genitori, poi i fratelli e le sorelle — ogni volta solo se le prestano regolare assistenza personale.
Due conseguenze che sorprendono. Chi non si fa mai vedere non è in cima a quella lista, anche se è il parente più prossimo. E se più persone dello stesso rango non sono d'accordo, il medico agisce secondo la volontà presunta — nel dubbio decide l'autorità di protezione degli adulti.
Le direttive del paziente (art. 370 segg. CC) prevalgono su tutto questo e sono vincolanti. Ma bisogna che vengano trovate: devono stare nel dossier dell'istituto ed essere indicate sulla tessera d'assicurato, non dormire in un cassetto a casa vostra.
E lo strumento pratico: molti istituti lavorano con una disposizione medica per le situazioni d'urgenza — un foglio in testa alla cartella che viaggia con lei. È quello che l'ambulanziere legge alle tre di notte invece di indovinare.
La frase che funziona: «Vorrei che venisse redatta una disposizione medica d'urgenza per mia madre e che le sue direttive del paziente risultino nel dossier.»
6. Se il ricovero avviene
- Raggiungetela al pronto soccorso, se potete.
- Mandate con lei la lista dei medicamenti, le direttive del paziente e i contatti dell'istituto e del medico.
- Dite subito all'accettazione che ha disturbi cognitivi.
- Chiedete che si evitino le misure che limitano la libertà di movimento e che un familiare possa restare.
- Puntate alla dimissione appena possibile e verificate come sono regolate retta e camera durante l'assenza.
Per le pratiche e per la ricerca
Se la telefonata delle due di notte arriva perché l'istituto non può trattare nulla in sede, allora il problema non è quella notte. È l'istituto.
Aiuto Curalune (CHF 99) prepara di solito entro 24 ore lavorative una selezione ordinata di 3–5 case per anziani adatte alla vostra zona — con i contatti e le domande giuste sulla copertura medica notturna.
*Informazioni generali, non un parere medico. In caso di emergenza chiamate il 144. Ogni decisione clinica spetta al medico che ha visitato la persona.*