La domanda che nessuno fa ad alta voce
Quando un coniuge deve entrare in casa per anziani e l'altro resta a casa, la conversazione ufficiale riguarda le cure. Sotto c'è altro, che quasi nessuno dice: se entra lui, a me non resta niente.
Questa paura produce le decisioni più costose che esistano — anni di assistenza fino al proprio crollo, e un ingresso rimandato finché lo impone una crisi. In Svizzera si basa quasi sempre su un equivoco.
La regola che protegge chi resta
Il punto centrale: quando una coppia non convive più a causa di un soggiorno duraturo in istituto, le prestazioni complementari vengono calcolate separatamente per ciascun coniuge.
Non è un dettaglio, è tutta la differenza. Significa che il calcolo per chi resta a casa considera la sua situazione — la sua pigione, il suo fabbisogno — invece di mettere tutto in un unico calderone e contrapporre i costi dell'istituto al sostentamento dell'altra persona.
Altrettanto importante, perché tocca la seconda grande preoccupazione: le prestazioni complementari non fanno scattare l'obbligo di assistenza tra parenti. La via delle PC non chiama quindi in causa né i figli né mette in difficoltà il coniuge rimasto a casa.
Cosa succede all'alloggio
La seconda paura riguarda il tetto sopra la testa. Quando un coniuge vive in istituto e l'altro resta nell'abitazione comune, il senso stesso della disciplina è che quella situazione abitativa venga preservata: non si tratta di assistere l'uno sradicando l'altro.
Per l'abitazione di proprietà usata dai coniugi valgono disposizioni particolari nel calcolo delle PC finché il coniuge vi abita. È esattamente il punto da far calcolare prima di qualsiasi decisione presso la cassa di compensazione AVS, non dopo.
Cosa far verificare, in quest'ordine
- La situazione AVS. Quando i coniugi non convivono più stabilmente, la situazione delle rendite può cambiare. Fatela esaminare per il vostro caso dalla cassa di compensazione: gli effetti sorprendono molte coppie e la domanda merita di essere posta.
- Le prestazioni complementari, calcolate separatamente, per entrambi. Il diritto decorre al più presto dalla domanda: chi aspetta regala mesi.
- L'assegno per grandi invalidi per chi entra in istituto — viene spesso dimenticato.
- La garanzia di copertura dei costi del Comune, soprattutto per una struttura fuori Comune o fuori Cantone.
- La valutazione del bisogno di cure, che determina la quota a carico dell'assicurazione e dell'ente pubblico.
Chi resta a casa è anche lui un caso
Questo si dimentica quasi sempre. Chi ha assistito per anni è di solito esausto e spesso non messo benissimo a sua volta — e appena l'altro entra in istituto viene a mancare anche l'aiuto reciproco quotidiano che teneva in piedi la casa.
Verificate quindi contemporaneamente, per chi resta: il servizio di assistenza e cura a domicilio, i pasti, un sistema di allarme, adattamenti in bagno, e se ha diritto a sua volta a prestazioni complementari o all'assegno per grandi invalidi. Moltissime coppie chiedono tutto per uno e niente per l'altra.
Due errori che costano cari
- Annunciarsi tardi. Il diritto alle PC comincia con la domanda, senza retroattività. Presentatela appena si prevede che i mezzi non basteranno.
- Trasferire prima la sostanza. Nel calcolo delle PC la sostanza a cui si è rinunciato senza controprestazione adeguata continua a essere computata. Il trasferimento « ai figli, per metterla al sicuro » non produce l'effetto sperato, complica la situazione e genera regolarmente liti. Chi ci pensa ne parli prima con un professionista.
Il punto pratico
La paura che « non resti niente » in Svizzera è quasi sempre infondata — a condizione che il calcolo separato delle PC venga fatto e la domanda presentata per tempo. L'energia va messa altrove che nel rimandare: nel far valere per intero i diritti di entrambi, e nel trovare una struttura il cui costo sia compatibile con quel calcolo.
Su questo secondo punto vi aiuta Aiuto Curalune: 3–5 strutture compatibili con la situazione reale entro 24 ore lavorative, con recapiti, link e un messaggio pronto da inviare a tutte insieme. CHF 99 una tantum. Se non ricevete almeno 3 strutture compatibili con zona e criteri, vi rimborsiamo l'intero importo. Inizia da qui
Il calcolo separato delle prestazioni complementari in caso di soggiorno duraturo in istituto, il trattamento dell'abitazione di proprietà, il computo della sostanza ceduta e gli effetti sulle rendite AVS derivano dalla legislazione federale ma vengono calcolati caso per caso dall'organo d'esecuzione; importi e disposizioni cantonali sono adeguati periodicamente. Fate calcolare la vostra situazione concreta prima di qualsiasi decisione dalla cassa di compensazione AVS, dal servizio sociale del vostro Comune o da Pro Senectute. Questo articolo è un'informazione generale e non sostituisce una consulenza legale o fiscale. Curalune non assegna i posti e non garantisce la disponibilità.
Se il problema è la fattura, non il posto
Quello che una famiglia paga davvero si decide raramente sulla retta giornaliera della casa per anziani, ma su tre pratiche: le prestazioni complementari (PC), da presentare alla cassa di compensazione AVS del proprio cantone, che coprono la differenza fra la rendita e il costo della struttura; l'assegno per grandi invalidi, che spetta a molti e quasi nessuno chiede; e il contributo della cassa malati alle cure, che copre solo la parte sanitaria — pensione e accompagnamento restano a vostro carico.
Le PC decorrono dal mese della domanda e quasi mai retroattivamente: la pratica va fatta al momento dell'entrata, non nelle settimane dopo.